L'estate dei silenzi Songtext
von IANVA
L'estate dei silenzi Songtext
Archiviati tetra decade
Con pirotecnia finale
Venne un′altra volta estate
Come scimmia che ti assale
Ti entra nei poveri reni
E li fa luce del mondo
Come al tempo degli Tirreni
Ogni viaggio ha un mare in fondo
E fu etrusco il nostro mare
E misterico quel viaggio
Negli affreschi di Tarquinia
Terzi riti di passaggio
Di quel mondo ancora giovane
Era come avessi scorto
Circolar fragrante il sangue
Dal mio tempo vizio e stordie
E poi avremmo deposto grati
La sporta degli eroi
Ormai ridotta ad un fardello
Di porfidi non proprio riconciliati
Ma un po' più attenti a noi
Avere stile e libertà
Ci saremmo poi dannati
Per il nostro scarso fiuto
Nella noncuranza endemica
Non s′è mai riconosciuto
Lo spietato sguardo neutro
Che riserva la natura
Alle agonie e agli affanni
D'ogni buona sua creatura
Per non aver udito al fondo
Di diuturne sonnolenze
E di caverne forre
E di più spettrali essenze
E in quel vitalismo greve
Che un po' in fondo ci compiace
Come non scovarci acre
Il sentore della strage
Ma vampa d′agosto il servo
In mezzo al crocevia
D′una stazione apostrofava
Gli immemori
Che c'è sempre un bastone in serbo
Che atlantica afasia
La chiameremo libertà
Ma vampa d′agosto il servo
In mezzo al crocevia
D'una stazione apostrofava
Gli immemori
Che c′è sempre un bastone in serbo
Che atlantica afasia
Sarà la nostra libertà
Con pirotecnia finale
Venne un′altra volta estate
Come scimmia che ti assale
Ti entra nei poveri reni
E li fa luce del mondo
Come al tempo degli Tirreni
Ogni viaggio ha un mare in fondo
E fu etrusco il nostro mare
E misterico quel viaggio
Negli affreschi di Tarquinia
Terzi riti di passaggio
Di quel mondo ancora giovane
Era come avessi scorto
Circolar fragrante il sangue
Dal mio tempo vizio e stordie
E poi avremmo deposto grati
La sporta degli eroi
Ormai ridotta ad un fardello
Di porfidi non proprio riconciliati
Ma un po' più attenti a noi
Avere stile e libertà
Ci saremmo poi dannati
Per il nostro scarso fiuto
Nella noncuranza endemica
Non s′è mai riconosciuto
Lo spietato sguardo neutro
Che riserva la natura
Alle agonie e agli affanni
D'ogni buona sua creatura
Per non aver udito al fondo
Di diuturne sonnolenze
E di caverne forre
E di più spettrali essenze
E in quel vitalismo greve
Che un po' in fondo ci compiace
Come non scovarci acre
Il sentore della strage
Ma vampa d′agosto il servo
In mezzo al crocevia
D′una stazione apostrofava
Gli immemori
Che c'è sempre un bastone in serbo
Che atlantica afasia
La chiameremo libertà
Ma vampa d′agosto il servo
In mezzo al crocevia
D'una stazione apostrofava
Gli immemori
Che c′è sempre un bastone in serbo
Che atlantica afasia
Sarà la nostra libertà
Writer(s): Fabio Gremo, Renato Carpaneto Lyrics powered by www.musixmatch.com

