Servi Songtext
von Marco Rovelli
Servi Songtext
Servi che servono a servire
E aiutano a svelare la natura criminale
Di questo patto sociale
L′accumulazione primitiva
Di ogni cosa viva
In un caravanserraglio subumano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L'importante è non vedere
Servi che servono a servire
E il fatto di morire
È solo un incidente
Eventualità incresciosa
Una cosa da niente
Che chi serve ha ben scritto sulla pelle
Questo niente
Non è per niente strano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L′importante è non vedere
È non vedere
Servi, uomini di sabbia
Fantasmi della notte
Con lingue troppo esposte
Si chiudano le bocche
E tornino al silenzio che compete
Ad ogni servo buono
Di un caravanserraglio subumano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L'importante è non vedere
È non vedere
Alì dagli occhi azzurri
Uno dei tanti figli di figli
Scenderà da Algeri
Su navi a vela e a remi
Saranno con lui migliaia di uomini
Coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri
Sulle barche varate nei regni della fame
Porteranno con sé i bambini
E il pane e il formaggio
Nelle carte gialle del lunedì di Pasqua
Porteranno le nonne e gli asini
Sulle triremi rubate ai porti coloniali
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni
Vestiti di stracci asiatici e di camicie americane
Subito i calabresi diranno come da malandrini a malandrini
Ecco i vecchi fratelli coi figli e il pane e il formaggio
Da Crotone o Palmi saliranno a Napoli
E da lì a Barcellona, a Salonicco e a Marsiglia
Nelle città della malavita
Anime e angeli, topi e pidocchi
Col germe della storia antica
Voleranno davanti alle villa ieri
Essi sempre umili
Essi sempre deboli
Essi sempre timidi
Essi sempre infidi
Essi sempre colpevoli
Essi sempre sudditi
Essi sempre piccoli
Essi che non vollero mai sapere
Essi che ebbero occhi solo per implorare
Essi che vissero come assassini sottoterra
Essi che vissero come banditi in fondo al mare
Essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo
Essi che si costruirono leggi fuori dalla legge
Essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo
Essi che credettero in un Dio servo di Dio
Essi che cantavano ai massacri dei re
Essi che ballavano alle guerre borghesi
Essi che pregavano alle lotte operaie
E aiutano a svelare la natura criminale
Di questo patto sociale
L′accumulazione primitiva
Di ogni cosa viva
In un caravanserraglio subumano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L'importante è non vedere
Servi che servono a servire
E il fatto di morire
È solo un incidente
Eventualità incresciosa
Una cosa da niente
Che chi serve ha ben scritto sulla pelle
Questo niente
Non è per niente strano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L′importante è non vedere
È non vedere
Servi, uomini di sabbia
Fantasmi della notte
Con lingue troppo esposte
Si chiudano le bocche
E tornino al silenzio che compete
Ad ogni servo buono
Di un caravanserraglio subumano
Dalle terre siciliane
Fino al centro di Milano
In un campo, in cucina, al mercato, in un cantiere
L'importante è non vedere
È non vedere
Alì dagli occhi azzurri
Uno dei tanti figli di figli
Scenderà da Algeri
Su navi a vela e a remi
Saranno con lui migliaia di uomini
Coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri
Sulle barche varate nei regni della fame
Porteranno con sé i bambini
E il pane e il formaggio
Nelle carte gialle del lunedì di Pasqua
Porteranno le nonne e gli asini
Sulle triremi rubate ai porti coloniali
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni
Vestiti di stracci asiatici e di camicie americane
Subito i calabresi diranno come da malandrini a malandrini
Ecco i vecchi fratelli coi figli e il pane e il formaggio
Da Crotone o Palmi saliranno a Napoli
E da lì a Barcellona, a Salonicco e a Marsiglia
Nelle città della malavita
Anime e angeli, topi e pidocchi
Col germe della storia antica
Voleranno davanti alle villa ieri
Essi sempre umili
Essi sempre deboli
Essi sempre timidi
Essi sempre infidi
Essi sempre colpevoli
Essi sempre sudditi
Essi sempre piccoli
Essi che non vollero mai sapere
Essi che ebbero occhi solo per implorare
Essi che vissero come assassini sottoterra
Essi che vissero come banditi in fondo al mare
Essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo
Essi che si costruirono leggi fuori dalla legge
Essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo
Essi che credettero in un Dio servo di Dio
Essi che cantavano ai massacri dei re
Essi che ballavano alle guerre borghesi
Essi che pregavano alle lotte operaie
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