Prologo Songtext
von IANVA
Prologo Songtext
Il futuro è imminente e apocalittico
I figli sono strappati alla somiglianza
Coi padri e proiettati verso un domani
Che pur conservando i problemi e le miserie dell′oggi
Sarà pur tuttavia differente per qualcosa di immenso e oscuro
E penso a coloro che remoti e sprezzanti mentre tutto ciò accade
Non hanno che cretini doveri da continuare a imporre
Il progresso, lo sviluppo, le liberalizzazioni
La tolleranza, l'ecumenismo
Non si accorgono che la degenerazione di un paese
È avvenuta proprio attraverso la degenerazione dei loro valori
Non si accorgono che non c′è soluzione di continuità
Tra coloro che sono tecnicamente criminali e coloro che non lo sono
E che il modello di insolenza, disumanità, spietatezza
È identico per quello che fu popolo e oggi è massa
L'accettazione di ciò avviene attraverso il più untuoso degli alibi
Quello di un'ostentata ed enfatica ansia democratica
Come non rimpiangere dunque l′Italia che conoscemmo ragazzi
Dove le apparenze parevano dotate del dono dell′eternità
Si poteva appassionatamente credere nella rivolta o nella rivoluzione
Che tanto quella meravigliosa cosa che era la forma della vita
Non sarebbe mai cambiata
Dove ci si poteva sentire eroi del mutamento e della novità
Perché a dare coraggio e forza era la
Certezza che le città e gli uomini
Nel loro aspetto profondo e bello non sarebbero mai mutati
Dove persino i ladri e i delinquenti avevano una qualità meravigliosa
Non erano mai volgari
Come presi da una loro ispirazione a violare le leggi
Accettavano il loro destino di banditi sapendo con leggerezza
O con antico sentimento di colpa di essere in torto
Contro una società di cui essi conoscevano direttamente solo il bene
L'onestà dei padri e delle madri
I figli sono strappati alla somiglianza
Coi padri e proiettati verso un domani
Che pur conservando i problemi e le miserie dell′oggi
Sarà pur tuttavia differente per qualcosa di immenso e oscuro
E penso a coloro che remoti e sprezzanti mentre tutto ciò accade
Non hanno che cretini doveri da continuare a imporre
Il progresso, lo sviluppo, le liberalizzazioni
La tolleranza, l'ecumenismo
Non si accorgono che la degenerazione di un paese
È avvenuta proprio attraverso la degenerazione dei loro valori
Non si accorgono che non c′è soluzione di continuità
Tra coloro che sono tecnicamente criminali e coloro che non lo sono
E che il modello di insolenza, disumanità, spietatezza
È identico per quello che fu popolo e oggi è massa
L'accettazione di ciò avviene attraverso il più untuoso degli alibi
Quello di un'ostentata ed enfatica ansia democratica
Come non rimpiangere dunque l′Italia che conoscemmo ragazzi
Dove le apparenze parevano dotate del dono dell′eternità
Si poteva appassionatamente credere nella rivolta o nella rivoluzione
Che tanto quella meravigliosa cosa che era la forma della vita
Non sarebbe mai cambiata
Dove ci si poteva sentire eroi del mutamento e della novità
Perché a dare coraggio e forza era la
Certezza che le città e gli uomini
Nel loro aspetto profondo e bello non sarebbero mai mutati
Dove persino i ladri e i delinquenti avevano una qualità meravigliosa
Non erano mai volgari
Come presi da una loro ispirazione a violare le leggi
Accettavano il loro destino di banditi sapendo con leggerezza
O con antico sentimento di colpa di essere in torto
Contro una società di cui essi conoscevano direttamente solo il bene
L'onestà dei padri e delle madri
Writer(s): Fabio Gremo Lyrics powered by www.musixmatch.com

