Songtexte.com Drucklogo

Atto II, Scena I Songtext
von 'o Zulù & Caterina Bianco

Atto II, Scena I Songtext

Sto cercando di trovare le parole
Ho bisogno di parole
Parole convincenti
Parole penetranti
Che ti fanno un buco in testa
E che poi lasciano frammenti in ogni dove
Tipo schizzi di miseria
Chiazze di paura
Brandelli di sogni
Resti di cultura

Parole come raffiche di mitra in un mercato
O come missili sparati al terzo piano di un palazzo
Che facciano male, cazzo

Parole tanto forti da zittire tutto il mondo occidentale
Solo per un attimo
Soltanto per provare ad ascoltare l′impotenza
Il rancore


Parole a ricordare
Picchiate sulla faccia come calci di fucile
Pugni e sputi e schiaffi
Parole per non dimenticare
Parole partigiane
Parole a fare agguati
Parole che diventano ambulanze
Parole per cercare di fermare la mattanza
Coscienti che farebbero più effetto un po' di AK
E che in sostanza parliamo per parlare

Ma armiamo ogni parola e parliamo per colpire

Sono parole

Ma parole a fare male

Perché qua è un assalto

Portato al cuore della mia vita privata, intima, piena
Che sta modificando il mio umore
Sta creando il buono
Il desiderio, gli intenti
E quell′umorale d'anima che mi è rimasto
Questo assalto portato al cuore dei miei sistemi importanti
Che sta tentando di annientarmi
Portato al sangue dolce del mio cuore
Non paragonabile a niente che finora abbia visto né sentito
Che mi sta spegnendo il fuoco


Sarà quest'assalto
Che non ha più niente di politico
Portato al cuore del mio sistema linfatico
Dei miei fottuti pensieri importanti
Che mi spinge verso segni di squilibrio evidenti
Sarà che io lo so
Che loro sanno che sapete che io so che loro sanno io chi sono
Sarà che voi sapete che io so che loro sanno noi chi siamo
Sarà che noi sappiamo che io so che
Loro sanno che sappiamo io chi sono

Sarà che ricomincio da zero
Cercando di partire col capire chi cazzo sono io
Chi cazzo siamo noi
Chi cazzo siete voi
E chi cazzo sono loro

Io sento solo il sangue che mi pulsa in testa
E vedo tutto intorno a me ciò che resta
Ciò che resta di un mondo
Un mondo intero che mi sta morendo attorno

E sento chiaro che si avvicina il mio turno
Ho fatto mille sbagli
E c′ho mille difetti
Ma c′ho una faccia sola
E non faccio i giochetti
Io non ce la faccio più
Che è peggio ogni mattina
Mi sveglio e decido a fatica ogni giorno

E non mi affanno a dire

Ti parlo col cuore

La gente mia ha già sopportato troppo dolore
Troppo dolore
Troppa eroina
E gente che non parla

Ma fa male
È cattiva

E non so più chi mi vuol bene o mi vuol male
Me ne sto andando sotto
Ogni giorno mi sale un impulso violento che a stento reprimo
Troppo dolore
Troppa eroina
E non so più se odio quello che siete
O se odio di più ciò che sono diventato
Un equilibrista in bilico tra l'odio e la pazzia
Che perde ogni giorno un poco di poesia

Perché qua solo quello che non si fa non si sa, fra′
E noi sappiamo tutte cose
Perché tutte cose è quello che si fa

Si fa ogni cosa per campare
Nella ricerca spasmodica della felicità

In mezzo a quello che ci sta
Che poi qua è sempre stata solo miseria

Pure quando pare nobiltà

Fra', qua ci svegliamo ogni mattina
E dobbiamo vedere come dobbiamo fare
Dalle dosi alle rose
Alla forza lavoro disponibile a ogni abuso
Ti vendiamo tutte cose
Te le hai solo da comprare
Ma quale legalità e illegalità?
Ma quale libertà?
Ma quale dignità?
Qua non è stata mai la questione di quello che si fa o che non si fa

La questione qua è sempre stata come cazzo si fa
A ritagliare anche le felicità in mezzo a questa miseria
Ed è questo quello che noi dobbiamo imparare all′università
Alla University of Secondigliano
Dallo Zen su fino a Quarto Oggiaro
L'università ha tutto scritto in faccia
Dove studiamo

In questa università io mi sono laureato
E non essendo un tipo vanitoso
Ne sono comunque molto orgoglioso
E alla fine canto per il cantare

Una ventina d′anni fa
Quando tutto andava bene
E sembrava che la posse fosse un treno
Che nessuno al mondo poteva fermare
Mi volli cimentare in un'impresa
Senza offesa per nessuno
Che soltanto io la potevo pensare

Scendere dal treno
E tornare a passeggiare tra la gente
Lontano dall'ambiente dei vincenti
Nel quale mio malgrado mi ero ritrovato
E nessuno mi ha cacciato
Sono io che sono andato via
Perché ai vostri salotti preferisco casa mia
Perché ho una faccia sola, la mia
Che se per caso è uguale a un culo
È sempre mia

Faccio da solo
Faccio tutto io

Anche se a dire il vero
Non mi manca la compagnia
Sono tutti professionisti con la professione mia
Sono tutti criminali se in galera ci vado io
Sono tutti cocainomani se la droga vuol per strada
Poi tutti magistrati e professori

Se mi perdo nell′oblio
Mo′ niente pacche sulle spalle
Faccio solo la pacca mia
Infiltrati e poliziotti
Uscite fuori da casa mia
Vi ringrazio dell'affetto anche se un po′ tardivo
Ma ho già fatto tutto da me

E ne sono uscito vivo
Mentre tanti sono morti
E tanti, troppi altri, se ne stanno andando adesso
Mentre scrivo
Io canto per loro
Per chi non ce l'ha fatta e chi non ce la fa

Mi sono ripreso tutto
Il mio posto, il rispetto, la credibilità
Ed ora che l′ho fatto
Non so che cazzo me ne devo fare

Songtext kommentieren

Log dich ein um einen Eintrag zu schreiben.
Schreibe den ersten Kommentar!

Fans

»Atto II, Scena I« gefällt bisher niemandem.