– Atto III, Scena VII Songtext
von 'o Zulù & Caterina Bianco
– Atto III, Scena VII Songtext
Strano e straniero, straniero e strano, Zulù
È quello che sono, è come mi chiamo, Zulù
Strano e straniero, ci sono nato
Non sono stato mai omologato
Strano e straniero, l′aggio scigliuto
Si vede da come mi so' combinato
Strano e straniero, un nome, un destino
È quello che sono ed è come mi chiamo
La diversità me la sento dentro da quand′ero in pubertà
Me ne sento attratto e non la baratto
Non certo per un posto in quinta fila al tuo teatro
Io sono l'altro, il disadattato
Non mi si adatta il contesto, va allargato
Mi sta stretto e non me lo metto
Non è leccando culi che guadagno il mio rispetto
Io rifletto, tipo lo specchietto
Ma sono troppo avanti e rifletto all'indietro
Io sono l′altro, l′ho già detto
E se corri più veloce puoi baciarmi il culetto
Stamattina so' sceso dal letto e tenevo un disturbo
Sono andato a cercare su Google
Ho finito di scrivere "Ho di disturbo" e ci sono rimasto di stucco
Compulsivo, ossessivo, istrionico, multipolare, borderline
Ho trovato me stesso cercando un disturbo alla linea Wi-Fi
E ancora, alimentare, del sonno, del comportamento
Dissociativo, di personalità, narcisistico
Post-traumatico, schizoaffettivo
Tutti ce li ho, li leggo e li scrivo
Col disturbo nel flow, come Pino, vai mo, sto foro, outlaw
Chiamaci me, myself and I
Siamo Luca Zulù e Mr. Hyde
Antisocial copyright, c′ho la carta, tu ce l'hai?
Guardati intorno, non c′è nessuno
Sono assediato dal mio stesso casino
Disturbato come mai, cerco guai? Li troverò
Non mi serve aiuto, sai?
Sono sempre stato bravo e questo disturbo che tengo
Lo amo, lo porto con me, muore con me e rimane quello che è
È un antisocial club, sono solo e ne siamo almeno tre
Ed è associazione a delinquere
Io, e quanno dico "io" intendo tutti e tre
Nun l'aggio fatto bono mai ′na vota, manco a Dio
Ho vissuto sempre, ogni minuto, a modo mio
E ora so che sto da sempre sulla retta via
Solo che l'ho presa contromano
Andrò lontano? Non lo sappiamo
Ma sappiamo che se me ne stavo buono fino a qua non ci arrivavo
Cinquanta cing'anne, frischezza e tatuaggi
A vivere nei margini mi sono laureato
A infrangere le leggi dello Stato e della
Gente per bene sono stato sempre bravo
E a dire il vero mi so′ pure divertito, se no non ci venivo
Tutto quello che ho me lo so′ preso, mai pagato
Io pago sempre e solo scontando il reato
Ho combattuto la legge e forse avrò pure perso
Ma in ogni caso, nessun rimorso
Nun 'o saccio si è accussì era i′, però è accussì che è ghiuta
Strada in salita, poco affollata, periferia malandata
Eri solo un sentiero improbabile all'epoca, quando ci siamo incontrati
E adesso, pure se t′hanno asfaltata
Lo conservi ancora quel gusto un po' cupo di strada sbagliata
Strada che ho preso, strada che ho sempre difeso
Strada che toglie, strada che spoglia
E che poi ti riveste con quello che ha
Strada che dà, strada che sa
Strada che uccide bisogni e speranze, strada che poi te li ridà
Strada di chi non aveva altra strada
Strada di chi se l′è proprio cercata
Strada di chi se la prende, strada di chi se la vive
Strada di chi se la rischia, strada di chi ce la fa
Strada di chi la capisce, strada di come si fa
Strada di chi la difende, la strada
La strada è di chi se la fa
Io posso sopportare di tutto
Sono forte e mi alleno di brutto
Ho provato a cambiare la parte peggiore di me con la parte migliore
Ma non c'è stato niente da fare
Nessuno le può separare
Ma adesso che abbiamo un progetto comune
Nel bene e nel male, riparto da me
Dicono che il personale è politico
Ed il mio politico è assai personale
Ho commesso tanti errori e adesso so che ho fatto bene
È il prezzo che ho pagato a far di me quello che sono
Non è che dagli errori sono diventato immune
Ma gli sbagli che ho già fatto adesso non li rifarò
La consapevolezza del mio margine di errore
Non dico fa di me un uomo migliore, non lo so
So solo che conosco la sostanza del dolore
E gli sbagli che ho già fatto adesso non li rifarò
Sto dalla parte del torto
Volevo vedere se avevo ragione
E dalla ragione mi trovo nel torto perché non voglio sentire ragioni
Torto e ragione, ragione e torto
Vieni a sentire l'effetto di lei
È solo un copione già scritto e la parte del torto è toccata a me
Stanno arrivando, quasi li sento
Conosco il posto e so pure quando
Vogliono avere l′effetto sorpresa
Ma me l′aspetto e non mi sorprendo
Sono trent'anni che li sorprendo a fare cose che non mi sorprendono
Perché si fanno beccare e l′effetto sorpresa lo perdono
Sono trent'anni che non mi sorprendono
Solo una cosa mi sorprende ancora
Mi sorprende che è sorprendente quanto la gente sia uguale ad allora
Combatto contro i mulini a vento
Professionista in via d′estinzione
Cerimoniere della parola e sacerdote del pensare male
Combatto contro i mulini e perdo
Professionista, perdo a mestiere
Cerimoniere del tempo perso e sacerdote de male parole
E non vi offendete se non mi sorprendo
Non vi sorprenda se non mi soffermo
Non convocatemi che non ci vengo
Non nominatemi che non mi offendo
Non affrettatevi, è perdite 'e tiempo
Non messaggiatemi che non li leggo
Non avvicinatevi che non vi reggo
Non mi chiamate che non vi rispondo
E non vi pensate che è solo un momento
Non illudetevi, non mi riprendo
Combatto contro i mulini a vento
E quando canto io non sento
Già condannato a suo tempo, è scattata la recidiva
L′ho fatto un'altra volta e mo me ne torno in galera
Evadere con la mia musica mi rende libero, ma libero ad ore
Un lavoratore in prova che ogni sera se ne torna a scontare la pena
Pena sicura, nessuna clemenza
Sono il giudice ed emetto sentenza
So' condannato e me faccio ′a galera
So′ 'o magistrato, so′ l'imputato, so′ detenuto, so' carceriere
Ogni cosa che inizia finisce ed ogni volta ne vale la pena
Tutto chello che so′ stato, sono e sono cu'mmé mo
M'ha cagnato, m′ha aiutato, m′ha 'nguajato, m′ha salvato
È tutto chello che aggio avuto e tutto chello che aggio dato
Ogni singolo take, ogni singolo live, ogni singolo play
Sono e sono cu'mmé mo
Ogni singolo game, ogni singolo flow, ogni singolo frame
Sono e sono cu′mmé mo
I' vengo d"a politica e m"a faccio miez′â via
E chi 'o sape si è nu limite o si è na ricchezza d"a mia
Rimane ciò che è, che poi è quello che sono
Questo è poco ma sicuro, io sono quello che suono
I' vengo d"a saitella e nun me piace ′a borghesia
I′ tengo 'a guerra ′ncapa e nun m'aiuta ′a cumpagnia
Io vengo dall'inferno e m′ha salvato la poesia
E nun 'o saccio si è nu limite o si è na ricchezza d"a mia
Rimane ciò che è, che poi è quello che sono
Sono un poco di buono, però senti come suono
È quello che sono, è come mi chiamo, Zulù
Strano e straniero, ci sono nato
Non sono stato mai omologato
Strano e straniero, l′aggio scigliuto
Si vede da come mi so' combinato
Strano e straniero, un nome, un destino
È quello che sono ed è come mi chiamo
La diversità me la sento dentro da quand′ero in pubertà
Me ne sento attratto e non la baratto
Non certo per un posto in quinta fila al tuo teatro
Io sono l'altro, il disadattato
Non mi si adatta il contesto, va allargato
Mi sta stretto e non me lo metto
Non è leccando culi che guadagno il mio rispetto
Io rifletto, tipo lo specchietto
Ma sono troppo avanti e rifletto all'indietro
Io sono l′altro, l′ho già detto
E se corri più veloce puoi baciarmi il culetto
Stamattina so' sceso dal letto e tenevo un disturbo
Sono andato a cercare su Google
Ho finito di scrivere "Ho di disturbo" e ci sono rimasto di stucco
Compulsivo, ossessivo, istrionico, multipolare, borderline
Ho trovato me stesso cercando un disturbo alla linea Wi-Fi
E ancora, alimentare, del sonno, del comportamento
Dissociativo, di personalità, narcisistico
Post-traumatico, schizoaffettivo
Tutti ce li ho, li leggo e li scrivo
Col disturbo nel flow, come Pino, vai mo, sto foro, outlaw
Chiamaci me, myself and I
Siamo Luca Zulù e Mr. Hyde
Antisocial copyright, c′ho la carta, tu ce l'hai?
Guardati intorno, non c′è nessuno
Sono assediato dal mio stesso casino
Disturbato come mai, cerco guai? Li troverò
Non mi serve aiuto, sai?
Sono sempre stato bravo e questo disturbo che tengo
Lo amo, lo porto con me, muore con me e rimane quello che è
È un antisocial club, sono solo e ne siamo almeno tre
Ed è associazione a delinquere
Io, e quanno dico "io" intendo tutti e tre
Nun l'aggio fatto bono mai ′na vota, manco a Dio
Ho vissuto sempre, ogni minuto, a modo mio
E ora so che sto da sempre sulla retta via
Solo che l'ho presa contromano
Andrò lontano? Non lo sappiamo
Ma sappiamo che se me ne stavo buono fino a qua non ci arrivavo
Cinquanta cing'anne, frischezza e tatuaggi
A vivere nei margini mi sono laureato
A infrangere le leggi dello Stato e della
Gente per bene sono stato sempre bravo
E a dire il vero mi so′ pure divertito, se no non ci venivo
Tutto quello che ho me lo so′ preso, mai pagato
Io pago sempre e solo scontando il reato
Ho combattuto la legge e forse avrò pure perso
Ma in ogni caso, nessun rimorso
Nun 'o saccio si è accussì era i′, però è accussì che è ghiuta
Strada in salita, poco affollata, periferia malandata
Eri solo un sentiero improbabile all'epoca, quando ci siamo incontrati
E adesso, pure se t′hanno asfaltata
Lo conservi ancora quel gusto un po' cupo di strada sbagliata
Strada che ho preso, strada che ho sempre difeso
Strada che toglie, strada che spoglia
E che poi ti riveste con quello che ha
Strada che dà, strada che sa
Strada che uccide bisogni e speranze, strada che poi te li ridà
Strada di chi non aveva altra strada
Strada di chi se l′è proprio cercata
Strada di chi se la prende, strada di chi se la vive
Strada di chi se la rischia, strada di chi ce la fa
Strada di chi la capisce, strada di come si fa
Strada di chi la difende, la strada
La strada è di chi se la fa
Io posso sopportare di tutto
Sono forte e mi alleno di brutto
Ho provato a cambiare la parte peggiore di me con la parte migliore
Ma non c'è stato niente da fare
Nessuno le può separare
Ma adesso che abbiamo un progetto comune
Nel bene e nel male, riparto da me
Dicono che il personale è politico
Ed il mio politico è assai personale
Ho commesso tanti errori e adesso so che ho fatto bene
È il prezzo che ho pagato a far di me quello che sono
Non è che dagli errori sono diventato immune
Ma gli sbagli che ho già fatto adesso non li rifarò
La consapevolezza del mio margine di errore
Non dico fa di me un uomo migliore, non lo so
So solo che conosco la sostanza del dolore
E gli sbagli che ho già fatto adesso non li rifarò
Sto dalla parte del torto
Volevo vedere se avevo ragione
E dalla ragione mi trovo nel torto perché non voglio sentire ragioni
Torto e ragione, ragione e torto
Vieni a sentire l'effetto di lei
È solo un copione già scritto e la parte del torto è toccata a me
Stanno arrivando, quasi li sento
Conosco il posto e so pure quando
Vogliono avere l′effetto sorpresa
Ma me l′aspetto e non mi sorprendo
Sono trent'anni che li sorprendo a fare cose che non mi sorprendono
Perché si fanno beccare e l′effetto sorpresa lo perdono
Sono trent'anni che non mi sorprendono
Solo una cosa mi sorprende ancora
Mi sorprende che è sorprendente quanto la gente sia uguale ad allora
Combatto contro i mulini a vento
Professionista in via d′estinzione
Cerimoniere della parola e sacerdote del pensare male
Combatto contro i mulini e perdo
Professionista, perdo a mestiere
Cerimoniere del tempo perso e sacerdote de male parole
E non vi offendete se non mi sorprendo
Non vi sorprenda se non mi soffermo
Non convocatemi che non ci vengo
Non nominatemi che non mi offendo
Non affrettatevi, è perdite 'e tiempo
Non messaggiatemi che non li leggo
Non avvicinatevi che non vi reggo
Non mi chiamate che non vi rispondo
E non vi pensate che è solo un momento
Non illudetevi, non mi riprendo
Combatto contro i mulini a vento
E quando canto io non sento
Già condannato a suo tempo, è scattata la recidiva
L′ho fatto un'altra volta e mo me ne torno in galera
Evadere con la mia musica mi rende libero, ma libero ad ore
Un lavoratore in prova che ogni sera se ne torna a scontare la pena
Pena sicura, nessuna clemenza
Sono il giudice ed emetto sentenza
So' condannato e me faccio ′a galera
So′ 'o magistrato, so′ l'imputato, so′ detenuto, so' carceriere
Ogni cosa che inizia finisce ed ogni volta ne vale la pena
Tutto chello che so′ stato, sono e sono cu'mmé mo
M'ha cagnato, m′ha aiutato, m′ha 'nguajato, m′ha salvato
È tutto chello che aggio avuto e tutto chello che aggio dato
Ogni singolo take, ogni singolo live, ogni singolo play
Sono e sono cu'mmé mo
Ogni singolo game, ogni singolo flow, ogni singolo frame
Sono e sono cu′mmé mo
I' vengo d"a politica e m"a faccio miez′â via
E chi 'o sape si è nu limite o si è na ricchezza d"a mia
Rimane ciò che è, che poi è quello che sono
Questo è poco ma sicuro, io sono quello che suono
I' vengo d"a saitella e nun me piace ′a borghesia
I′ tengo 'a guerra ′ncapa e nun m'aiuta ′a cumpagnia
Io vengo dall'inferno e m′ha salvato la poesia
E nun 'o saccio si è nu limite o si è na ricchezza d"a mia
Rimane ciò che è, che poi è quello che sono
Sono un poco di buono, però senti come suono
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