– Atto III, Scena II Songtext
von 'o Zulù & Caterina Bianco
– Atto III, Scena II Songtext
Tutto quello che tengo da dire
Mi parla di quello che tengo da fare
E tutto quello che tengo da fare
È dire quello che tengo da dire
E quello che tengo da fare e da dire mi portano lontano
Non posso restare ancorato al passato
È arrivato il momento di lasciare andare
Perché qua siamo pazzi
Quasi certamente siamo pazzi
C′avevate ragione
Ma nei nostri palazzi non c'è rassegnazione
Mala genta, mala raza
I pazzi fanno i pazzi e non hanno via che fa′
Fra', noi non ci dobbiamo preoccupare del giudizio della gente
E tanto meno qua la stiamo a giudicare
A ognuno il suo mestiere
Sono un depuratore
Mi nutro di veleno e sopravvivo solo se lo butto fuori
I patti sono chiari
Li custodisce il tempo sotto forma di canzoni
E il tempo qua è l'unica cosa che devi imparare a rispettare
Se il pazzo lo vuoi fare di mestiere
Uno, perché ho ancora il fiato in gola per cantare
Due, per il controllo della rabbia e del dolore
Tre, perché stasera abbiamo voglia di brindare
E quattro quarti è il tempo da seguire
E quattro gatti non è poi così male
E quattro salti fuori dal reale
È quello che ci vuole per diventare i padroni del tempo
E poterlo cambiare
In mezzo a tutto ′sto futuro che chiamate presente
Perché alla fine è solo un giro
Un giro di frequenze e di emozioni
Un mare di generazioni
Gli stessi bisogni, le stesse visioni
Diversi i destini, le scelte, i suoni
Diversi ma uguali, eccezionali
Irrimediabilmente attratti dall′irregolarità del suono
Dalla fragilità di una sensazione
Dalla profondità del lato oscuro
Dal dolore di ogni errore
Dal sangue di ogni rivoluzione
Dalla pulsazione accelerata di vite votate a indagare l'ignoto
Dall′amore
Io ho sprecato troppo tempo a giudicare me stesso
Più ti guardi allo specchio, più ti vedi riflesso
Più ti vedi riflesso, più ti sembra normale
Accettare la versione di te stesso speculare
C'è chi parla coi morti
C′è chi vede persone
C'è chi ripara i torti e chi col torto ci comunica
C′è chi fotte la gente e chi la gente lo fotte
Ma io sento la musica
C'è una musica sotto
C'è una musica sotto tutto quello che c′è
C′è la musica e al tatto tiene un certo perché
C'è la musica dentro, la riesco a sentire
E non chiedermi perché, ma la devo seguire
Trovo musica negli angoli più bui di me stesso
Dove non c′è la luce, ma si avverte il riflesso
Intuire la musica e lasciarla fluire lo stesso
Senza chiedere il parere né il permesso
È la musica che sento nelle cose che vivo
A dettare le parole
E per fermarle io le scrivo
È la musica che vuole continuare a suonare
È la musica che sento che mi dice cosa fare
È la musica che sento nelle cose che vedo
Me la sento nella testa, mi si ferma il respiro
E la musica diventa tutto quello in cui credo
Ed entrare nel giro mi fa sentire vivo
È la musica che sento nelle cose che tengo
Che ne svela il valore quando al petto le stringo
È la musica che sento, vedo, tocco, spingo
Sono piene di musica e perciò le distinguo
È la musica che sento, tiene quella melodia
Che a contatto col tempo prende vita ed è mia
È la musica, la musica mi porta lontano
In un posto più umano
Dove non sei mai solo, nennè
Mi parla di quello che tengo da fare
E tutto quello che tengo da fare
È dire quello che tengo da dire
E quello che tengo da fare e da dire mi portano lontano
Non posso restare ancorato al passato
È arrivato il momento di lasciare andare
Perché qua siamo pazzi
Quasi certamente siamo pazzi
C′avevate ragione
Ma nei nostri palazzi non c'è rassegnazione
Mala genta, mala raza
I pazzi fanno i pazzi e non hanno via che fa′
Fra', noi non ci dobbiamo preoccupare del giudizio della gente
E tanto meno qua la stiamo a giudicare
A ognuno il suo mestiere
Sono un depuratore
Mi nutro di veleno e sopravvivo solo se lo butto fuori
I patti sono chiari
Li custodisce il tempo sotto forma di canzoni
E il tempo qua è l'unica cosa che devi imparare a rispettare
Se il pazzo lo vuoi fare di mestiere
Uno, perché ho ancora il fiato in gola per cantare
Due, per il controllo della rabbia e del dolore
Tre, perché stasera abbiamo voglia di brindare
E quattro quarti è il tempo da seguire
E quattro gatti non è poi così male
E quattro salti fuori dal reale
È quello che ci vuole per diventare i padroni del tempo
E poterlo cambiare
In mezzo a tutto ′sto futuro che chiamate presente
Perché alla fine è solo un giro
Un giro di frequenze e di emozioni
Un mare di generazioni
Gli stessi bisogni, le stesse visioni
Diversi i destini, le scelte, i suoni
Diversi ma uguali, eccezionali
Irrimediabilmente attratti dall′irregolarità del suono
Dalla fragilità di una sensazione
Dalla profondità del lato oscuro
Dal dolore di ogni errore
Dal sangue di ogni rivoluzione
Dalla pulsazione accelerata di vite votate a indagare l'ignoto
Dall′amore
Io ho sprecato troppo tempo a giudicare me stesso
Più ti guardi allo specchio, più ti vedi riflesso
Più ti vedi riflesso, più ti sembra normale
Accettare la versione di te stesso speculare
C'è chi parla coi morti
C′è chi vede persone
C'è chi ripara i torti e chi col torto ci comunica
C′è chi fotte la gente e chi la gente lo fotte
Ma io sento la musica
C'è una musica sotto
C'è una musica sotto tutto quello che c′è
C′è la musica e al tatto tiene un certo perché
C'è la musica dentro, la riesco a sentire
E non chiedermi perché, ma la devo seguire
Trovo musica negli angoli più bui di me stesso
Dove non c′è la luce, ma si avverte il riflesso
Intuire la musica e lasciarla fluire lo stesso
Senza chiedere il parere né il permesso
È la musica che sento nelle cose che vivo
A dettare le parole
E per fermarle io le scrivo
È la musica che vuole continuare a suonare
È la musica che sento che mi dice cosa fare
È la musica che sento nelle cose che vedo
Me la sento nella testa, mi si ferma il respiro
E la musica diventa tutto quello in cui credo
Ed entrare nel giro mi fa sentire vivo
È la musica che sento nelle cose che tengo
Che ne svela il valore quando al petto le stringo
È la musica che sento, vedo, tocco, spingo
Sono piene di musica e perciò le distinguo
È la musica che sento, tiene quella melodia
Che a contatto col tempo prende vita ed è mia
È la musica, la musica mi porta lontano
In un posto più umano
Dove non sei mai solo, nennè
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